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Ambiente, sviluppo e sportello unico: la prossima sfida del Formez


La prossima sfida dello Sportello Unico è riuscire a coniugare l’ambiente e la tutela ambientale con lo sviluppo sostenibile delle attività turistico/ricettive in uno specifico contesto territoriale, quello dei parchi naturali e delle aree protette. La possibilità di costruire un modello di Sportello con “certificazione di qualità” che in qualche modo attesti la sostenibilità della struttura turistico ricettiva all’interno delle aree parco così come individuate dalla legge di riferimento (la 394/1991 Legge Quadro sulle Aree Protette che ha fissato i principi fondamentali per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette), è quindi la scommessa futura.

Su questi temi il 9 marzo prossimo, a Roma, il Formez, nell’ambito del progetto Sister (sistemi regionali di supporto alle imprese attraverso gli sportelli unici), organizza un workshop nazionale dal titolo “Dall’iter alle reti: sportelli unici per le attività turistiche ed economiche legate all’ambiente”. Sono stati invitati a partecipare al workshop rappresentanti di regioni (Abruzzo, Liguria e Piemonte), degli Enti Locali, dei Parchi e delle comunità montane e delle Associazioni ambientaliste (Federparchi, Legambiente e WWF). A far gli onori di casa, Enrico Borghi, presidente nazionali UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) nonché vicepresidente del Formez e Francesca Ferrara (responsabile Servizi alle Imprese del Formez).  Nel corso della giornata saranno presentati i risultati di due ricerche del Formez su “Sportello Unico per le Attività turistico-ricettive” e su “Sportelli Unici nei parchi naturali” realizzate da Emanuela Di Luca, Nicola Martinelli e Lorenzo Passeri.  

È la prima indagine ad occuparsi di sportelli unici specialistici operanti in Parchi Naturali e lo ha fatto scegliendo una regione, l’Abruzzo, dove poter testare un modello di sportello unico applicabile in altri contesti simili e diffusi sul territorio nazionale. La scelta di sperimentare nel Sistema territoriale dei Parchi Naturali abruzzesi è stata dettata dai livelli di naturalità altissimi. Ci sono infatti ben 3 Parchi Nazionali, quello d’Abruzzo, il Gran Sasso e Monti della Laga, quell odella Majella per un totale di 234.729 ettari. Più in generale invece in Italia, secondo i dati dell’ultimo aggiornamento dell’elenco ufficiale del gennaio 2001, le Aree Naturali Protette italiane sono 669 e interessano una superficie terrestre e marina di oltre 3 milioni di ettari, suddivise in 21 Parchi nazionali, 15 riserve marine statali, 143 riserve naturali statali, 110 parchi naturali regionali, 252 riserve naturali regionali e 128 altre aree naturali protette. Dalla ricerca compiuta emerge la necessità di uno Sportello Unico che si proponga di risolvere alcune questioni prioritarie. Tra queste, l’esigenza di avviare un potenziamento delle strutture che operano all’interno degli Enti Parco per una loro maggiore efficienza e l’esigenza di combattere le farraginosità delle procedure burocratico-amministrative. Occorrerebbe insomma un salto di qualità e un’inversione di tendenza rispetto allo scenario di ritardi e di inerzie che stanno caratterizzando anche la gestione dei parchi. Salto di qualità che passa necessariamente attraverso il rafforzamento dei sistemi locali, il potenziamento dell’associazionismo, della cooperazione e dell’integrazione.

Ma quale potrebbe essere la funzione di uno Sportello Unico in tema ambientale?

Dall’analisi effettuata si desume che non dovrebbe semplicemente essere una funzione autorizzatoria, ovvero legata al “procedimento unico”, bensì anche di informazione, consulenza e promozione. Sarebbe auspicabile insomma un’idea di Sportello unico quale dispositivo operativo complesso per la realizzazione delle politiche a sostegno dei processi di sviluppo e di valorizzazione locale.

09/03/2005
Fonte
Progetto Sister - Formez
http://www.sportelloimpresa.it