Formez - centro di formazione e studi



Nuova Ricerca Giannini - Formez, al Forum PA 2008 proposte innovative per semplificare il nostro sistema amministrativo
di Andrea Ugolini


Negli ultimi venti anni le Pubbliche Amministrazioni hanno prodotto un grandissimo sforzo di cambiamento e di modernizzazione in tutti i Paesi avanzati, nella consapevolezza che gli apparati pubblici devono essere un traino ed un sostegno alla crescita economica e non semplicemente un organismo statico e chiuso, fatto di norme e regolamenti. E il modo migliore di stimolare l’economia è quello di studiare a fondo la macchina pubblica per poi formulare proposte operative in grado di incrementare il Prodotto Interno Lordo e le opportunità di lavoro e sviluppo.

Con questo obiettivo il Formez ha realizzato e presentato al Forum PA 2008 la ricognizione “Innovazione amministrativa e crescita”. "Essa affronta la relazione tra l’evoluzione del sistema amministrativo italiano e la crescita del sistema paese - come ha spiegato il Responsabile Formez della ricerca Giuseppe Pennella - e il nostro lavoro è stato definito simbolicamente Ricerca Giannini – Formez II Fase in ricordo dell’altrettanto importante studio che il Formez portò a termine nel 1983 su richiesta del Ministro Massimo Severo Giannini. Il lavoro di allora venne chiamato Ricerca Giannini Formez I Fase e fu dedicato al tema “Organizzazione e funzionamento dell’amministrazione centrale dello Stato”.

"La ricerca è divisa in tre grandi aree, articolate in dieci volumi ed ha una duplice ricchezza - ha continuato Pennella - perché da un lato tiene conto delle analisi di 200 esperti nazionali ed internazionali delle Pubbliche Amministrazioni e dall’altro valorizza le concrete esperienze di accompagnamento che il Formez sta portando avanti da molti anni a favore delle amministrazioni locali. Sul tema della qualità ci siamo soffermati di più – ha concluso Pennella – perché pensiamo che la PA debba investire maggiori risorse in Ricerca e Sviluppo e puntare su misurazioni semplici dei risultati e sulla premialità per incentivare le strutture migliori”.

"La nostra Pubblica Amministrazione non può più presentarsi come un vecchio ente regolatore, ma come soggetto produttore in grado di offrire servizi concorrenziali in un mercato in cui l’innovazione è guidata dai clienti. Dobbiamo infatti partire dai dati che non lasciano dubbi - ha esordito il Presidente del Formez Carlo Flamment - e chiederci perché solo il 7% degli investimenti stranieri arriva in Italia e perché in particolare nel turismo on line stiamo perdendo colpi. E’ evidente che per l’Italia i problemi sono cominciati a partire dal 1995, anno in cui la nostra economia raggiunse quella americana per quanto riguarda tasso di sviluppo e produttività, ma anche d’inizio dell’attuale rivoluzione tecnologica che i nostri concorrenti internazionali ed europei hanno saputo sfruttare molto meglio. Ormai l’opinione pubblica non dà più cambiali in bianco, gli obiettivi devono essere concreti e misurabili e dopo 5 anni arriva la verifica dopo attenti monitoraggi anno dopo anno, perché l’utente si comporterà sempre più come un cliente del settore privato".

"E’ verissimo che la macchina deve riacquistare efficienza, ma siamo sicuri che per raggiungere l’obiettivo è necessario sacrificare il capitale umano?": a porre il dubbio la Direttrice della Scuola Superiore della Pubblica amministrazione Valeria Termini, che ha anche ricordato “la tendenza dell’Italia ad autoflagellarsi, mentre vediamo che gli stessi problemi riguardano tutti i Paesi industrializzati. Certo, non possiamo prescindere dai numeri - ha continuato Termini - ma la fiducia nel fattore umano deve restare e soprattutto non si può ridurre tutto ad un problema di produttività perchè per una buona dirigenza conta molto la preparazione e l’autonomia professionale”.

La formazione sul campo e l’attenzione ai criteri di economicità, efficienza ed efficacia, devono essere la guida per il recupero di efficienza, secondo la Dirigente dell’Ufficio per la Formazione del Personale delle PA Gabriella Salone, che ha indicato alcuni primi risultati di qualità “come la regola n+2 per i Fondi strutturali, per cui entro due anni bisogna spendere le risorse, altrimenti vengono bloccate. Il concetto guida è che i servizi devono raggiungere standard crescenti di qualità – ha completato Salone – e gli obiettivi non devono essere di processo ma di risultato. Esempi validi sono quelli di premialità, Nuclei di Valutazione e Sportello Unico in cui le innovazioni funzionano se vengono messe in atto da concreti strumenti amministrativi piuttosto che rimanere scritti sula legge in modo astratto”.

La ricerca vuole dare ricette per coniugare semplificazione e sviluppo e va ad inserirsi in un contesto di maggiori poteri decisionali a livello locale dovuti alle riforme istituzionali degli ultimi anni. Su questo delicato aspetto è intervenuta la Responsabile Semplificazione Amministrativa e Sviluppo Economico del Formez Francesca Ferrara, che si è chiesta “quali raccomandazioni divengono effettivamente proposte operative, tenendo conto che le maggiori funzioni ai diversi livelli di governo possono portare ad una polverizzazione dei centri decisionali, a caos e disuguaglianze, come è successo nel nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari. Il rischio è infatti che si approfondisca il dualismo tra amministrazioni virtuose e amministrazioni inefficienti, replicando il dualismo economico italiano. La cosa certa è comunque la crescita del ruolo della PA regionale, che aumenterà l’attività soprattutto nei settori del welfare e delle attività sanitarie e sociali".  


12/05/2008
Fonte
Formez