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Patti territoriali per l'occupazione

Dall'idea di un "Patto Europeo di fiducia per l'occupazione" fra l'Unione Europea e gli Stati membri, con un forte ruolo delle parti economiche e sociali è scaturita, durante la presidenza Italiana UE (1996) la proposta di sperimentare “patti territoriali per l'Occupazione”, prendendo lo spunto dalla esperienza italiana, al fine di rafforzare l’efficacia dei fondi strutturali in materia di occupazione.
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    Secondo un documento predisposto dalla Commissione Europea, tre sono i criteri fondamentali individuati: un approccio dal basso verso l'alto ("Bottom up") che parta dal livello locale; un partenariato allargato, esteso anche alle parti economiche e sociali, nonché ai gruppi professionali, alle organizzazioni senza fine di lucro ed agli istituti scolastici ed universitari; una strategia integrata ed innovativa rispetto al modo di affrontare il tema “disoccupazione”. (La “Guida dei Patti territoriali per l’Occupazione”, contenente le informazioni relative alla promozione, alla realizzazione e all’attuazione dei Patti, realizzata dalla Commissione Europea, è disponibile al sito internet http://www.area.ct.cnr.it/patto/doc/guida_it.doc.)
    L’obiettivo del lavoro preparatorio è di pervenire ad un documento strategico, concordato fra tutti i soggetti locali, contenente l’indicazione degli obiettivi principali, dei risultati attesi e degli impegni operativi e finanziari di ogni soggetto coinvolto.
    La Commissione Europea ha finanziato, con proprie risorse, l’assistenza tecnica per l’avvio di questa esperienza, che è stata successivamente finanziata con la riprogrammazione di fondi strutturali già assegnati agli Stati membri e non utilizzati.
    Rispetto alla esperienza italiana, i Patti “europei” appaiono meno strettamente vincolati all’aiuto diretto alle attività produttive e più attenti alla innovazione e alla sfera del sociale in generale. Ai tradizionali interventi nel settore delle PMI la Commissione Europea propone infatti di affiancare interventi nel settore della ricerca, delle tecnologie dell’informazione, dell’ambiente, interventi per l’organizzazione e la durata del lavoro, la sperimentazione di progetti pilota nell’ambito dei cosiddetti nuovi giacimenti occupazionali (servizi alla persona, qualità della vita, beni culturali).
    Attualmente, la Commissione Europea ha selezionato una ottantina circa di Patti nei vari Stati membri, in gran parte ricadenti in Regioni Obiettivo 1.
    Per quanto riguarda l’Italia, questa sperimentazione ha dato luogo ad 8 Patti in Regioni Obiettivo 1 (finanziati attraverso un POM “Sviluppo locale”), 1 Patto in Abruzzo (in uscita dall’Ob.1), 1 Patto sovraregionale nel Centro Nord.
    Per quanto riguarda i Patti compresi nel POM Ob.1, la Delibera CIPE n.71 del 9 luglio 1998 ha esteso anche ad essi le procedure previste dalla propria Delibera del 21 marzo 1997, relativa ai Patti territoriali con procedura nazionale.
    L’elenco completo dei Patti europei, con schede sintetiche su ogni singolo Patto, oltre a notizie e documenti sulla materia, può essere trovato all’indirizzo internet http://europa.eu.int/comm/pacts/.
    Secondo i dati dell'ultimo Comitato di Sorveglianza del QCS Ob.1, il POM Sviluppo locale ha già impegnato il 100% delle risorse a sua disposizione, già prima della fine dell'anno, scadenza naturale degli impegni del QCS 1994-99.
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    Parole chiave
    Scheda Concetto numero 16 anno 1999