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SCHEDA MISURALa scheda costituisce un mero supporto informativo.
Fanno fede solo i testi ufficiali resi disponibili dalle autorità competenti, nei modi e nelle forme previste dalla legge.
La voce “Scheda aggiornata al”  indica la versione del documento di programmazione utilizzata per la compilazione della scheda

Programma di riferimento: POR Puglia Ob. 1
Decisione della Commissione: C(2004) 5449 del 20/12/2004 di modifica alla Decisione C(2000) 2349 del 08/08/2000
Scheda aggiornata al: CdP del 16/03/2006
Ambito di intervento: Agricoltura, PMI e servizi alle imprese
-SEZIONE I: IDENTIFICAZIONE DELLA MISURA

I. 1. Titolo

4.3 Investimenti nelle aziende agricole.

I. 2. Fondo strutturale interessato

FEOGA

I. 3. Asse di riferimento

Asse IV: Sistemi locali di sviluppo

I. 4. Settori d'intervento

1. Settore produttivo


1.1. Agricoltura


1.1.1. Investimenti nelle aziende agricole

I. 5. Tipo di operazione

Regimi di aiuto.

I. 6. Descrizione dell'intervento

Obiettivi:
Consolidare i punti di forza e porre in essere iniziative che consentano di concorrere alla eliminazione dei punti di debolezza del sistema agro industriale e alimentare; migliorare e diversificare le produzioni agricole introdurre tecnologie innovative del processo produttivo, introdurre altre attività complementari, nella logica della multifunzionalità; ampliamento fisico ed economico delle aziende agricole; migliorare le condizioni di reddito e le condizioni di lavoro; ridurre i costi di produzione; migliorare la qualità, senza prescindere dalla tutela e/o dal miglioramento dell’ambiente e del benessere degli animali.

Contenuto tecnico:
Gli interventi da prevedere nell’ambito di un articolato “piano di miglioramento aziendale” devono riguardare l’azienda agricola nel suo complesso.
A livello di comparti produttivi, gli aiuti per gli interventi riguarderanno:
- le coltivazioni olivicole;
- le coltivazioni floricole;
- le coltivazioni ortofrutticole;
- le coltivazioni vivaistiche ortofrutticole e viticole;
- gli investimenti complementari, anche per l’ampliamento e la formazione delle aziende agricole;
- gli allevamenti zootecnici (bovino, bufalino, ovicaprino);
- i fabbricati rurali.
Deroghe all’art. 37.3 rispetto all’OCM Ortofrutta.
Nel recente periodo di programmazione 1994-99, le richieste per interventi strutturali sulla produzione nel comparto ortofrutticolo sono state pari a circa 110 miliardi di lire, a fronte di una disponibilità di risorse finanziarie di circa il 55%. Una parte consistente, quindi, di investimenti non è stata finanziata per insufficienza di risorse. L’avvio dei Programmi Operativi (PO) da parte delle Organizzazioni di Produttori (OP) riconosciute potrebbe coprire solo una parte esigua (circa il 10%) delle occorrenze finanziarie per investimenti da realizzare, per altro, nei limitati ambiti di intervento territoriale delle medesime OP (quasi esclusivamente provincia di Foggia) e relativi esclusivamente alle colture orticole.
La dinamicità del comparto è già concretizzata a seguito del primo Bando della presente Misura, in richieste di investimenti per le quali saranno necessarie elevate risorse finanziarie, che sicuramente non possono essere soddisfatte dalle limitate disponibilità finanziarie delle OP.
La richiesta di deroga è quindi ampiamente giustificata e legittimata anche dal notevole impatto del valore dei prodotti ortofrutticoli sulla PLV agricola regionale (circa 1.500 Euro, pari al 45%) ed è quindi verosimile una elevata richiesta di aiuti per il miglioramento tecnologico a livello produttivo.
Si richiedono pertanto le seguenti deroghe:
a) misure realizzate dalle imprese agricole individuali appartenenti ad organizzazioni di produttori riconosciute dalla OCM: saranno finanziate quelle iniziative non comprese nei programmi operativi e che siano coerenti e compatibili con la strategia e con gli obiettivi della organizzazione dei produttori (previa specifica acquisizione di dichiarazioni dell’organizzazione medesima), quali, ad esempio, strutture di filiera corta, realizzazione di rete irrigua aziendale, ecc.;
b) misure realizzate dalle imprese agricole singole e/o associate non appartenenti ad organizzazioni di produttori riconosciute dalla OCM e, comunque, previa verifica della coerenza e compatibilità degli interventi proposti con la strategia e gli obiettivi dei piani operativi delle organizzazioni riconosciute;
c) misure realizzate dalle imprese agricole singole e/o associate le cui aziende sono ubicate in aree non comprese nei bacini sottesi ad organizzazioni di produttori riconosciute e, comunque, previa verifica della coerenza e compatibilità degli interventi proposti con la strategia e gli obiettivi dei piani operativi delle organizzazioni riconosciute.
Comunque gli interventi previsti dalla presente misura saranno realizzati a condizioni di sostegno pubblico meno favorevoli di quelle concesse ai soci delle OP nell’ambito dei Piani Operativi.

Tipologia di intervento (da parte di imprese private singole e associate):
Si specifica che tutti gli interventi di seguito indicati sono conformi a quanto indicato nell'analisi degli sbocchi di mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari e zootecnici della Puglia Investimenti materiali privati (comprensivi di spese generali pari al massimo al 12% delle spese per investimenti materiali) per:

Coltivazioni olivicole (nel rispetto delle norme dettate dalla specifica Organizzazione Comune di Mercato):
1. realizzazione di reimpianti di olivi da mensa con impianto irriguo;
2. realizzazione di reimpianti di oliveti da olio preesistenti o impianti di olivi da olio in sostituzione di oliveti oggetto di estirpazione per cause di forza maggiore, di pubblica utilità o per la realizzazione di piani urbanistici (come disciplinato dalla L.R. n. 1/2004) (fermo restando il numero delle piante oggetto di sostituzione) da verificarsi sulla base delle autorizzazioni concesse dalle autorità competenti;
3. realizzazione di interventi per la meccanizzazione delle operazioni di potatura e raccolta;
4. razionalizzazione e ammodernamento degli impianti di irrigazione di soccorso esistenti per oliveti da olio e da mensa finalizzati al per risparmio energetico e della risorsa idrica.
Gli interventi previsti non determineranno un aumento della base produttiva regionale (espressa in numero di piante) destinata alla produzione di olive da olio e di olive da mensa, ivi compreso quanto oggetto di estirpazione per le motivazioni e alle condizioni di cui al punto 2. Non saranno pertanto sostenuti investimenti che aumentino la citata base produttiva regionale. Per entrambi i prodotti - come evidenziato nell’allegato “Analisi degli sbocchi di mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari e zootecnici pugliesi” è stata verificata l’esistenza di normali sbocchi di mercato.

Coltivazioni floricole:
1. Interventi di adeguamento ed ammodernamento sia strutturale che degli impianti e realizzazione di nuove serre per la produzione di fiori e di piante ornamentali da appartamento e di altre strutture fisse aziendali per la prima lavorazione e conservazione del prodotto.
Gli interventi previsti potranno determinare un aumento della base produttiva regionale e della capacità del comparto (stimato in + 5%), per il quale - come evidenziato nell’allegato “Analisi degli sbocchi di mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari e zootecnici pugliesi”–è stata verificata l’esistenza di normali sbocchi di mercato. Gli incrementi su indicati per le coltivazioni floricole sono conformi a quanto riportato nel citato allegato.

Coltivazioni ortofrutticole:
1. Reimpianti di vigneti per uva da tavola di varietà raccomandate e autorizzate predefinite, compresi gli impianti di irrigazione e gli altri impianti innovativi;
2. Impianti di vigneti di uva da tavola con l’utilizzo di varietà apirene raccomandate e autorizzate predefinite, compresi gli impianti di irrigazione e gli altri impianti innovativi;
3. Impianti di ciliegieti (nelle aree a specifica vocazione), susineti, albicoccheti, pescheti di varietà locali o inserite in disciplinari IGP, mandorleti, compresi gli impianti di irrigazione; si specifica che gli impianti di susineti, albicoccheti e pescheti interesseranno varietà precoci o tardive;
4. Interventi di reimpianto e di reinnesto di agrumeti, purché effettuato con materiale che dia garanzia di certificazione fitosanitaria, anche ai fini di diversificazione varietale e di conseguente miglioramento qualitativo delle produzioni di agrumi nelle aree a specifica vocazione, in coerenza con il Piano Agrumi Nazionale predisposto in attuazione della L. n. 423/98 compresi gli impianti di irrigazione;
5. Interventi strutturali sulle coltivazioni orticole con esclusione del pomodoro da industria (serre tunnel, impianti di irrigazione, di riscaldamento, macchine agevolatrici, altre strutture fisse aziendali comprese le strutture per la prima lavorazione e la conservazione del prodotto).
Gli interventi previsti ai punti 1, 4 e 5 non determineranno un incremento della base produttiva regionale dei comparti interessati.
Gli interventi previsti ai punti 2 e 3 potranno determinare un incremento sia della base produttiva che della capacità produttiva dei comparti interessati, stimato in +10% per il punto 2. Per gli interventi di cui al punto 3 gli incrementi sono stati stimati in +5% per i ciliegieti, +3% per i mandorleti, +3% per i susineti, +3% per gli albicoccheti e +3% per i pescheti di varietà locali o inserite in Disciplinari IGP.
Per tutti i comparti di cui sopra - come evidenziato nell’allegato “Analisi degli sbocchi di mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari e zootecnici pugliesi” è stata verificata l’esistenza di normali sbocchi di mercato. Gli incrementi su indicati per i vigneti da tavola con l’utilizzo di varietà apirene, per i ciliegieti, per i susineti, per gli albicoccheti, per i pescheti di varietà locali e per i mandorleti sono conformi a quanto riportato nel citato allegato.
Si precisa che per il pomodoro fresco e per gli ortaggi oggetto di ritiri significativi negli ultimi anni, non saranno finanziati interventi che aumentino la capacità produttiva regionale degli stessi.

Coltivazioni vivaistiche ortofrutticole e viticole:
1. Interventi di ammodernamento e adeguamento sia strutturale che degli impianti tecnologici;
2. Realizzazione di serre attrezzate di impianti tecnologici;
3. Interventi per la meccanizzazione delle operazioni.
Gli interventi descritti potranno determinare un incremento della base produttiva e della capacità produttiva regionale (stimato in + 5%) del comparto per il quale - come evidenziato nell’allegato Analisi degli sbocchi di mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari e zootecnici pugliesi – è stata verificata l’esistenza di normali sbocchi di mercato. Gli incrementi su indicati per le coltivazioni vivaistiche ortofrutticole e viticole sono conformi a quanto riportato nel citato allegato.

Interventi complementari:
1. Interventi di ammodernamento e di adeguamento delle strutture, nelle aziende agricole appoderate, per la realizzazione di impianti per la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli esclusivamente aziendali (filiera corta) relativamente ai comparti Oleario, Vinicolo, Ortofrutticolo, Lattiero-Caseario (bovino, bufalino e ovicaprino), nonché per la lavorazione della carne (bovina, bufalina e ovicaprina) finalizzati ad incrementare il valore aggiunto alla produzione e per il massimo impiego della forza lavoro dell’azienda, specie nelle aziende a conduzione diretta della famiglia coltivatrice. Si specifica che gli interventi di cui al comparto Lattiero-Caseario dovranno essere realizzati nel rispetto delle specifiche normative comunitarie e nazionali e nel rispetto – ove pertinente – delle quote latte e che, pertanto, gli aiuti accordati non devono consentire l’ampliamento della capacità produttiva al di là delle quote latte che l’azienda agricola destinataria dello stesso aiuto possiede legalmente e, quindi, non devono avere come effetto diretto un aumento della produzione.
2. Investimenti per l’acquisto di terreni agricoli finalizzati alla formazione e all’ampliamento delle aziende agricole di adeguate dimensioni economiche, vincolati alla realizzazione di interventi strutturali per il miglioramento dell’efficienza. Tali investimenti potranno incidere al massimo per il 10% del costo complessivo degli investimenti cofinanziati previsti nel Piano di miglioramento aziendale. Qualora l’acquisto di terreni agricoli è funzionale a garantire sufficienti dimensioni fisiche ed economiche della azienda agricola, ai fini dell’incremento della redditività, tale percentuale potrà essere elevata fino ad un massimo del 25% del costo complessivo degli investimenti cofinanziati previsti nel Piano di miglioramento aziendale. L’Amministrazione regionale, inoltre, verificherà e garantirà, attraverso “soggetti indipendenti”, la congruità dei prezzi di compravendita dei terreni agricoli per evitare che il prezzo di acquisto sia superiore al prezzo di mercato.

Fabbricati rurali:
1. Interventi di adeguamento e di ammodernamento dei fabbricati rurali e di realizzazione di nuovi fabbricati (escluse le case di abitazione) per gli allevamenti zootecnici (bovini, bufalini ed ovicaprini), nel rispetto delle specifiche normative comunitarie e nazionali e nel rispetto - ove pertinente – delle quote latte. Si precisa che gli aiuti accordati non devono consentire l’ampliamento della capacità produttiva al di là delle quote latte che l’azienda agricola destinataria dello stesso aiuto possiede legalmente e, quindi, non devono avere come effetto diretto un aumento della produzione.
Gli interventi relativi agli allevamenti bovini non determineranno un incremento della base produttiva regionale del comparto.
Gli interventi relativi agli allevamenti bufalini ed ovicaprini potranno determinare un incremento sia della base che della capacità produttiva regionale dei comparti, stimato per i primi in +5%, per i secondi in +5%. Per tutti i comparti di cui sopra - come evidenziato nell’allegato Analisi degli sbocchi di mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari e zootecnici pugliesi – è stata verificata l’esistenza di normali sbocchi di mercato. Gli incrementi su indicati per gli allevamenti bufalini e per gli allevamenti ovicaprini sono conformi a quanto riportato nel citato allegato.

Allevamenti zootecnici:
1. Acquisto di riproduttori maschi di pregio ed iscritti ai libri genealogici per bovini, bufalini ed ovicaprini.
Gli interventi non determineranno un incremento della base produttiva regionale del comparto.
Per tutti i comparti di cui sopra - come evidenziato nell’allegato Analisi degli sbocchi di mercato dei prodotti agricoli, agroalimentari e zootecnici pugliesi – è stata verificata l’esistenza di normali sbocchi di mercato.


-SEZIONE II: CONTENUTO TECNICO DELLA MISURA


II. 1. Obiettivi specifici



II. 2. Soggetti destinatari

Privati conduttori di aziende agricole.

II. 3. Copertura geografica

Intero territorio regionale, fatte salve le specifiche per le differenti tipologie di intervento.


-SEZIONE III: PROCEDURE PER L'ATTUAZIONE DELLA MISURA


III. 1. Normativa di riferimento


III. 2. Beneficiario finale

Regione Puglia – Assessorato Agricoltura, Foreste, Alimentazione, Riforma Fondiaria, Caccia, Pesca e Acquacoltura– Settore Agricoltura.

III. 3. Amministrazioni responsabili

Regione Puglia – Assessorato Agricoltura, Foreste, Alimentazione, Riforma Fondiaria, Caccia, Pesca e Acquacoltura– Settore Agricoltura.

.........Responsabile di misura

Giuseppe D'Onghia - Settore Agricoltura - Lungomare Nazario Sauro, 45/47 - 70126 Bari - Tel. 080 5405265 - Fax: 080 5405224 - E-mail: d.donghia.agricoltura@regione.puglia.it

.........Referente di misura


III. 4. Procedura di attuazione

a titolarità regionale
Operazioni a titolarità regionale.
Le domande devono essere inviate alla Regione secondo le modalità e nei termini che saranno indicati nel bando.
Le domande dovranno essere corredate da Piano di Miglioramento Aziendale (PMA), redatto da tecnico agricolo abilitato ed iscritto ad albo o collegio professionale, dal quale sia evincibile il complesso delle modificazioni di carattere strutturale, produttivo, economico ed occupazionale indotte dalla realizzazione degli investimenti e di tutta la documentazione che sarà indicata nel bando. Il PMA sarà redatto telematicamente su apposito modello predisposto dalla Regione Puglia-Assessorato Agricoltura ed inviato anche telematicamente.
Per i PMA presentati dai giovani agricoltori appena insediati e che hanno contestualmente partecipato al bando della Misura 4.4 del POR sarà formulata un’unica graduatoria di ammissibilità, mentre per i PMA presentati da altri imprenditori agricoli, compresi i giovani agricoltori che già esercitano attività di impresa agricola, saranno formulate quattro graduatorie in considerazione di quanto stabilito al paragrafo 17) lettera b).
Le graduatorie delle domande ammissibili a finanziamento e gli elenchi delle domande non ammissibili sono approvate con provvedimento del dirigente del Settore competente e pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP). Per le domande non ammissibili, il soggetto competente deve comunicare agli interessati, con raccomandata con avviso di ricevimento, l’esito dell’istruttoria, per consentire loro di esercitare il diritto di ricorso nei termini e nei modi previsti dalla normativa vigente. Per le domande collocate in graduatoria di ammissibilità la pubblicazione nel BURP costituisce notifica agli interessanti, anche ai fini di eventuali ricorsi.
Il dirigente del Settore competente provvede ad adottare la determinazione dirigenziale di approvazione del PMA e di impegno del contributo in conto capitale o in conto interessi sulla spesa ammessa.
Copia della determinazione dirigenziale sarà inviata, dal soggetto competente, ai destinatari degli aiuti, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Nel provvedimento medesimo saranno dettagliatamente specificate le modalità e i tempi di esecuzione, i quali non potranno essere superiori a dodici mesi dalla data della comunicazione predetta, salvo concessione di proroga alle condizioni indicate più avanti.
Il soggetto destinatario del contributo in conto capitale potrà chiedere, entro sessanta giorni dalla comunicazione di approvazione e impegno del PMA, l’anticipazione del contributo pubblico concesso, nella misura massima del 60% dello stesso, previa presentazione di una fideiussione bancaria o assicurativa pari al 110% dell'anticipazione concedibile, da svincolarsi ad effettiva utilizzazione della medesima unitamente alla quota di competenza del soggetto destinatario. Il soggetto destinatario, qualora non avanzi richiesta di anticipazione, potrà richiedere l’erogazione del contributo pubblico in conto capitale per stati di avanzamento di lavori, nel numero massimo di due.
La prima erogazione del contributo pubblico in conto capitale potrà essere richiesta a fronte di un SAL non inferiore al 40% dell’importo totale della spesa ammissibile a finanziamento. La seconda erogazione del contributo pubblico in conto capitale potrà essere richiesta a fronte di un SAL non inferiore all’80% dell’importo della spesa ammissibile a finanziamento.
A dimostrazione dell’avvenuto utilizzo dell’anticipazione erogata, unitamente alla quota di competenza del soggetto destinatario, quest’ultimo potrà chiedere su stato di avanzamento dei lavori una ulteriore anticipazione nella misura massima del 20% del contributo.
A tal fine presenterà una fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia del restante 40% del contributo pubblico concesso (fideiussione buon fine) da svincolarsi a compimento delle opere finanziate, dopo l’accertamento della loro regolare esecuzione e il pagamento del saldo del contributo.
Il saldo del contributo sarà erogato a compimento dei lavori e degli acquisti e previo accertamento finale di regolare esecuzione.
E’ consentita, ai fini della liquidazione dell'ulteriore anticipazione su stato di avanzamento dei lavori, la presentazione di “autocertificazione” delle spese effettivamente sostenute a fronte di lavori ed acquisti effettuati e previsti in progetto, sottoscritta dal soggetto destinatario, unitamente ai documenti di spesa e relative modalità di pagamento.
In tal modo, gli accertamenti in loco potranno essere effettuati allo stato finale dei lavori.
Nel caso di richiesta di aiuto in conto interessi, mediante accensione di un mutuo di miglioramento fondiario a tasso agevolato presso la banca prescelta (alla quale il richiedente ha provveduto ad inviare domanda di concessione come da procedure che saranno indicate nel bando), copia della determinazione dirigenziale di approvazione del PMA e di impegno del contributo in conto interessi sarà inviata anche alla banca, dal soggetto competente, affinché questa attivi le proprie procedure per la stipula dell’atto condizionato di mutuo.
La banca completato il proprio iter procedurale, comprendente anche la valutazione del merito creditizio, comunica all’avente diritto, con raccomandata A.R., e all’Ufficio competente l’esito del procedimento, nel termine massimo di quarantacinque giorni dalla data della comunicazione.
In caso di esito negativo l’avente diritto può scegliere, entro trenta giorni dalla data della comunicazione, altra banca ovvero optare per il contributo in conto capitale.
Per giustificati motivi può essere concessa una proroga al termine di ultimazione degli investimenti per un periodo massimo di 90 giorni, lasciando ogni responsabilità ed eventuali danni, anche di natura finanziaria, a totale carico del soggetto destinatario.
Per quanto riguarda le varianti, i progetti ammessi al finanziamento non potranno essere oggetto di varianti sostanziali che possano comportare una modifica dei requisiti e dei parametri economici in base ai quali il progetto è stato valutato ai fini dell’inserimento nella graduatoria di ammissibilità.
Tutte le varianti, ascrivibili alla categoria degli “adattamenti tecnici ed economici”, quali modesti adattamenti tecnici anche con leggere variazioni di costo che non comportino cambiamenti nei processi di produzione e negli obiettivi iniziali, compresi i cambiamenti delle ditte fornitrici di beni, saranno decisi responsabilmente dal progettista e/o dal direttore dei lavori a condizione che l’investimento riguardi la stessa tipologia di opere e di macchinari, sia mantenuto lo stesso livello tecnologico e i nuovi preventivi siano stati sottoposti alle procedure di cui al capitolo riguardante la “determinazione dei costi ”.
Tutte le variazioni apportate al progetto dovranno essere dettagliatamente e chiaramente descritte in apposita relazione tecnica a corredo degli atti di contabilità finale dei lavori.
Le varianti relative agli “adattamenti tecnici ed economici” sono approvate in via consuntiva direttamente dal tecnico incaricato degli accertamenti finali di regolare esecuzione.
Eventuali varianti che, per motivi non individuabili al momento della domanda e/o per sopravvenute cause di forza maggiore, vanno a modificare sostanzialmente solo alcune opere ammesse devono essere comunicate dal soggetto destinatario degli aiuti e preventivamente autorizzate dal soggetto preposto all’istruttoria tecnica amministrativa delle istanze.
In tutti i casi, le varianti saranno approvate solamente in linea tecnica, fermo restando l’importo dell’investimento originario ammesso ai benefici. Eventuali maggiori spese, rispetto all’importo complessivo dell’investimento approvato, saranno a totale carico del soggetto destinatario del contributo.
Entro il termine fissato dal provvedimento di concessione del contributo i soggetti destinatari degli aiuti dovranno inoltrare al soggetto, che sarà indicato nel provvedimento dirigenziale di approvazione del PMA e di impegno dell’aiuto pubblico, richiesta di accertamenti finali di regolare esecuzione, allegando alla medesima la documentazione tecnica ed amministrativa di rito, compresa quella descritta nel provvedimento di concessione predetto.
Il progetto si intenderà ultimato quando tutte le spese relative agli investimenti saranno state effettivamente pagate dal destinatario degli aiuti e dimostrate con fatture in originale, debitamente quietanzate e corredate dalle relative lettere liberatorie e dalle modalità di pagamento (non saranno consentiti pagamenti per contanti, pertanto ogni pagamento dovrà essere suffragato da movimenti contabili desumibili dagli estratti conti bancari relativi a specifico “conto dedicato”), oppure con documenti contabili aventi forza probante equivalente.
Il mancato rispetto anche di parte degli obblighi e dei vincoli contenuti nei documenti regionali attinenti al progetto finanziato, oppure previsti dalle vigenti norme regionali, nazionali e comunitarie, comporterà la decadenza del sostegno pubblico. Questa, formulata con apposito provvedimento di revoca del contributo, previo avviso al soggetto destinatario con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, determinerà l’obbligo della restituzione delle somme eventualmente riscosse, maggiorate degli interessi calcolati al normale tasso di sconto e maturati dalla data della riscossione a quella dell’effettiva restituzione.
In ogni fase e stadio del procedimento, l’Unione Europea, lo Stato Italiano e la Regione Puglia possono disporre controlli ed ispezioni sui soggetti che hanno richiesto le agevolazioni pubbliche, al fine di verificare le condizioni per la fruizione delle agevolazioni medesime e la regolarità dei procedimenti.
I controlli potranno essere attivati anche dopo gli accertamenti finali di regolare esecuzione e comunque entro i tempi stabiliti dall’obbligo di mantenimento della destinazione delle opere finanziate.
attuazione tramite PIT si

III. 5. Criteri di selezione

Condizioni di ammissibilità:
Costituiscono requisiti e condizioni per l’accesso agli aiuti:
a) Redditività dell’azienda agricola;
b) Rispetto dei requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali;
c) Possesso delle conoscenze e competenze professionali da parte dell’imprenditore;
d) Iscrizione al registro delle imprese agricole presso la C.C.I.A.A.;
e) Titolarità di partita IVA;
f) Titolarità di “quote produttive” per gli investimenti connessi a produzioni agricole e zootecniche soggette ad un regime comunitario di quote;
g) Adempimento degli obblighi fiscali e previdenziali, iscrizione nelle relative gestioni previdenziali, se previsto dalle vigenti normative.
Conformemente a quanto disposto del Reg. CE 1750/99, art. 4 - paragrafo 2, i giovani agricoltori che presentino un PMA a valere sulla presente misura entro cinque anni dalla data di insediamento potranno soddisfare le condizioni di cui ai precedenti punti a), b) e c) , entro il termine massimo di tre anni a decorrere dalla data di insediamento.
Il requisito della redditività dell’azienda agricola sarà dimostrato secondo i seguenti criteri:
1. nelle zone classificate montane o svantaggiate ai sensi della normativa comunitaria il Reddito Netto aziendale, rilevabile dal bilancio aziendale nella situazione iniziale, deve risultare al 50% del Reddito di riferimento, pari attualmente a L. 34.078.000, fissato annualmente dal pertinente livello istituzionale (riferito all’ultimo dato utile disponibile). Qualora il citato Reddito di Riferimento non fosse oggetto di aggiornamento, si opererà una maggiorazione rispetto all’anno precedente sulla base del tasso annuo di inflazione programmato, come previsto nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) dello Stato Italiano.
2. nelle rimanenti zone, il Reddito Netto aziendale, rilevabile dal bilancio aziendale nella situazione iniziale, deve risultare al 60% del Reddito riferimento, pari attualmente a L. 34.078.000, fissato annualmente dal pertinente livello istituzionale (riferito all’ultimo dato utile disponibile). Qualora il citato Reddito di Riferimento non fosse oggetto di aggiornamento, si opererà una maggiorazione rispetto all’anno precedente sulla base del tasso annuo di inflazione programmato, come previsto nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) dello Stato Italiano.
In entrambe le tipologie di zone l’azienda dovrà avere nella situazione ante un fabbisogno lavorativo pari ad almeno una Unità di Lavoro Agricola (ULA)/anno pari a 2.200 ore/anno.
I requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali risultano soddisfatti quando sono rispettati i vincoli e le limitazioni indicati nelle norme di cui all’allegato A) alla presente misura, per ogni comparto di intervento. L’Amministrazione Regionale, predisporrà un vademecum esplicativo all’applicazione della normativa di cui al citato allegato A) del Complemento di Programmazione.
Il requisito del possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali da parte dell’imprenditore è soddisfatto se il richiedente, alla data della decisione individuale pubblica di concedere il sostegno (data del provvedimento di approvazione della graduatoria di ammissibilità dei progetti), è in possesso:
1) di uno dei seguenti titoli di studio: diploma di perito agrario, diploma di agrotecnico, diploma di laurea in Scienze Agrarie, diploma di laurea in Scienze Forestali, diploma di laurea in Veterinaria, diplomi universitari conseguibili presso le Facoltà Universitarie rilascianti i diplomi di laurea di cui sopra;
2) ovvero se ha esercitato per almeno tre anni attività agricola, autonoma o dipendente, comprovata dall’adempimento degli obblighi fiscali e previdenziali se previsto dalle vigenti normative.

Criteri di selezione delle operazioni
Le risorse finanziarie disponibili per la presente Misura saranno equamente ripartite tra le zone classificate montane e svantaggiate dalla normativa comunitaria e le altre zone, con una quota, in entrambi i casi, del 60% di esse in favore di PMA presentati da giovani agricoltori di età non superiore ai 40 anni (in attuazione dell’art.5 della L.441/98).
Il requisito dell’età deve essere posseduto alla data della decisione individuale di concessione del sostegno (data del provvedimento di approvazione della graduatoria di ammissibilità dei progetti).
Di conseguenza saranno predisposte quattro distinte graduatorie di ammissibilità dei progetti a finanziamento nelle quali saranno inserite sia le domande di aiuto in conto capitale che quelle di aiuto in conto interessi.
La selezione dei progetti sarà operata attraverso la valutazione del PMA, con riferimento ad indicatori di redditività e socio economici.
Ad ogni indicatore sarà attribuito un punteggio che concorrerà alla definizione del punteggio complessivo per la formazione della graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento.
Gli indicatori di redditività e socio economici, con la descrizione sintetica dei criteri per l’attribuzione dei relativi punteggi, sono indicati nello schema seguente:
Redditività degli investimenti - Variazione del reddito netto (post-ante)/investimento( %)
Impatto occupazionale degli investimenti - Variazione delle ULA (post-ante)/investimento (%)
Sostenibilità degli investimenti - Capitale fondiario/quota privata dell’investimento (%)
La Redditività degli investimenti, calcolata per ogni PMA, è pari al rapporto percentuale tra la differenza del Reddito Netto aziendale post e ante investimento e il volume di investimento.
L’indicatore Impatto occupazionale degli investimenti, calcolato per ogni PMA, è pari al rapporto percentuale tra la differenza dell’occupazione aziendale post e ante investimento e il volume di investimento.
Infine, l’indicatore Sostenibilità dell'investimento, calcolato per ogni PMA, è pari al rapporto tra il valore del capitale fondiario aziendale e il valore della quota privata dell’investimento.
Il metodo da utilizzare prevede la contestualizzazione di tutti gli indicatori. Pertanto sarà calcolata, per ognuno di essi, la media aritmetica dei valori rinvenienti da tutti i PMA presentati e ammissibili ai benefici in relazione alle condizioni di ammissibilità di cui al precedente punto 12.. Tale media, per ogni indicatore, sarà equiparata a 100. Il valore di ogni indicatore di ciascun progetto ammissibile ai benefici sarà rapportato, in termini percentuali, a tale media.
Qualora gli indicatori dei singoli progetti abbiano valore negativo, il valore percentuale loro attribuito sarà pari a 0.
Ogni PMA avrà un punteggio complessivo pari alla somma dei singoli punteggi attribuiti ai precitati tre indicatori.
Il punteggio conseguito dal PMA sarà incrementato del 20% qualora gli investimenti realizzati si inseriscano in un contesto di filiera, opportunamente comprovato. Tale maggiorazione non si applicherà nelle circostanze in cui il contesto di filiera si determini all’interno dell’azienda.
A parità di punteggio costituirà priorità il non aver usufruito di aiuti ai sensi delle Misure previste dal precedente P.O.P. – Puglia 1994/99 - Fondo FEOGA.
Ulteriori condizioni di priorità sono costituite, nell’ordine, da possesso di soli redditi agricoli e dall’età anagrafica, nel senso di dare preferenza al richiedente più giovane.
Per quanto attiene la determinazione del volume annuo di lavoro aziendale, ante e post investimento, si fa riferimento a quanto disposto dalla deliberazione di Giunta regionale n.6191 del 28 luglio 1997 con la quale vengono determinati i fabbisogni di lavoro occorrenti per ordinamento produttivo aziendale ed i parametri ettaro coltura e per unità di bestiame adulto (UBA) allevato.
Si evidenzia che il volume annuo di lavoro corrispondente ad una ULA è pari a 2.200 ore.
Concorso all’attuazione di progetti integrati
La Misura concorre al finanziamento di progetti integrati. Per quest’ultima finalità è assicurata una riserva finanziaria pari al 27% della spesa pubblica.
In relazione all’attivazione di specifici progetti integrati e allo scopo di favorire un impiego delle risorse della Misura pienamente funzionale alle esigenze di tali progetti, le modalità di attuazione, le procedure e i criteri di selezione qui identificati potranno essere adattate in sede di un eventuale aggiornamento del Complemento di Programmazione.

Concorso all’attuazione di progetti integrati agricoli (PIA)
La Misura concorre al finanziamento di PIA. Per quest’ultima finalità è assicurata una riserva finanziaria paria 10,00 MEURO di spesa pubblica.

III. 6. Strumenti di attuazione....


- Misura 4.3 "Investimenti nelle aziende agricole" - Bando per la presentazione delle domande di concessione aiuto in conto capitale o in conto interessi, riservato alle aziende ubicate nel territorio del PIT 1 - Area Tavoliere
- Bando per la presentazione delle domande di concessione di aiuto ai sensi della misura 4.3 "Investimenti nelle aziende agricole"
- Investimenti nelle aziende agricole

III. 7. Spese ammissibili

Coltivazioni olivicole:
1. Spese per la realizzazione di nuovi impianti di olivi da mensa: scasso, preparazione del terreno, concimazione di fondo, squadratura terreno, scavo buche, acquisto piante con certificazione varietale e sanitaria, messa a dimora delle piante, nuovo impianto di irrigazione o ammodernamento di impianto irriguo esistente per risparmio energetico e di risorsa idrica;
2. Spese per la realizzazione di reimpianti di olivi da olio, solo nel caso di razionalizzazione e diversificazione varietale e di sostituzione di oliveti oggetto di estirpazione per cause di forza maggiore (fermo restando il numero delle piante oggetto di sostituzione): scasso, preparazione del terreno, concimazione di fondo, squadratura terreno, scavo buche, acquisto piante con certificazione varietale e sanitaria, messa a dimora delle piante;
3. Spese per gli oliveti da olio (reimpiantati o preesistenti): acquisto macchine per le operazioni colturali, razionalizzazione e ammodernamento degli impianti di irrigazione di soccorso esistenti per risparmio energetico e di risorsa idrica;

Coltivazioni floricole:
1. Spese per la realizzazione di serre per la produzione di fiori e di piante di appartamento, compresi impianti tecnici e tecnologici;
2. Spese per interventi di adeguamento ed ammodernamento strutturale degli impianti in serre esistenti.
3. Spese per la realizzazione di locali per la prima lavorazione e conservazione del prodotto, tecnicamente attrezzati, dimensionati alla effettiva potenzialità produttiva aziendale.
4. Spese per l’acquisto di attrezzature informatiche per la gestione degli impianti.
Sono escluse le spese per la costruzione di locali per ufficio, per abitazione e relativi arredi.

Coltivazioni ortofrutticole:
1. Spese per la realizzazione di reimpianti di vite per uva da tavola di varietà raccomandate e autorizzate predefinite, da impiantare nelle zone a specifica vocazione (delimitate dalla Regione) nelle aziende che hanno acquisito il diritto di reimpianto, compresi nuovi impianti in sostituzione di impianti obsoleti e/o non validi in termini di qualità delle produzioni conseguite che si svelleranno a seguito della presentazione della domanda ai sensi della misura 4.3 del Complemento di Programmazione della Puglia 2000-2006: scasso, preparazione del terreno, concimazione di fondo, squadratura terreno, scavo buche, acquisto barbatelle con certificazione varietale e sanitaria, messa a dimora delle piante, realizzazione struttura tendone, copertura con teli o reti anche antigrandine, impianto di irrigazione .
2. Spese per la realizzazione di nuovi impianti di ciliegi nelle aree a specifica vocazione (delimitate dalla Regione): scasso, preparazione del terreno, concimazione di fondo, squadratura terreno, scavo buche, acquisto piante con certificazione varietale e sanitaria, messa a dimora delle piante, nuovo impianto di irrigazione o ammodernamento di impianto irriguo esistente per risparmio energetico e di risorsa idrica;
3. Spese per la realizzazione di nuovi impianti di mandorleti: scasso, preparazione del terreno, concimazione di fondo, squadratura terreno, scavo buche, acquisto piante con certificazione varietale e sanitaria, messa a dimora delle piante, nuovo impianto di irrigazione o ammodernamento di impianto irriguo esistente per risparmio energetico e di risorsa idrica;
4. Spese per interventi di reimpianto anche ai fini di diversificazione varietale e di conseguente miglioramento qualitativo delle produzioni di agrumi nelle aree a specifica vocazione (delimitate dalla Regione): scasso, preparazione del terreno, concimazione di fondo, squadratura terreno, scavo buche, acquisto piante con certificazione varietale e sanitaria, messa a dimora delle piante, nuovo impianto di irrigazione o ammodernamento di impianto irriguo esistente per risparmio energetico e di risorsa idrica;
5. Spese per interventi strutturali sulle coltivazioni orticole: realizzazione di serre tunnel, impianti di irrigazione, impianto di riscaldamento, acquisto macchine agevolatrici, spese per la realizzazione di locali per la prima lavorazione e conservazione del prodotto, tecnicamente attrezzati, dimensionati alla effettiva potenzialità produttiva aziendale.
Sono escluse le spese per la costruzione di locali per abitazione, per uffici e relativi arredi.

Interventi complementari:
1. Spese per interventi di adeguamento delle strutture, nelle aziende agricole appoderate, per la realizzazione di impianti per la trasformazione esclusivamente di prodotti agricoli aziendali (filiera corta) per i settori e le tipologie di intervento indicati nella misura 4.5 Miglioramento delle strutture di trasformazione dei prodotti agricoli del Complemento di Programmazione della Puglia 2000-2006: ammodernamento ed adeguamento di fabbricati rurali compresi necessari ampliamenti; acquisto di acquisto di macchinari ed attrezzature nuovi. Il tutto dovrà essere destinato esclusivamente alle attività di trasformazione di cui sopra e dovrà essere dimensionato alla effettiva potenzialità produttiva aziendale. Gli investimenti dovranno essere realizzati in conformità alle norme di carattere igienico-sanitario e di sicurezza che regolano gli specifici settori di trasformazione. Sono esclusi gli investimenti per la realizzazione di mattatoi aziendali e per la lavorazione del legno. Per gli investimenti connessi alla trasformazione di produzioni agricole e zootecniche soggette ad un regime comunitario di quote, il richiedente deve dimostrare di essere titolare della quota e di sottoporre a trasformazione quantitativi di prodotto nei limiti della quota assegnata.
2. Spese per l’acquisto di terreni agricoli finalizzati alla formazione e/o all’ampliamento delle aziende agricole di adeguate dimensioni economiche. Tale tipologia di intervento è connessa alla presentazione di un PMA e alla realizzazione nell’ambito di questo di altri investimenti strutturali per il miglioramento dell’efficienza. Gli investimenti per acquisto terreni potranno incidere al massimo per il 10% del costo complessivo degli altri investimenti cofinanziati previsti nel PMA aziendale. Tuttavia, qualora l’acquisto di terreni agricoli è indispensabile per garantire sufficienti dimensioni fisiche ed economiche della azienda agricola, ai fini dell’incremento della redditività e di un maggiore utilizzo delle unita lavorative aziendali, tale percentuale potrà essere elevata fino ad un massimo del 25%. L’Amministrazione regionale, inoltre, verificherà e garantirà, attraverso apposite Commissioni indipendenti, la congruità dei prezzi di compravendita dei terreni agricoli per evitare che il prezzo di acquisto sia superiore al prezzo di mercato e, comunque, al prezzo stabilito dalle apposite Commissioni operanti presso ciascuno degli Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura.

Allevamenti zootecnici:
1. Spese per la realizzazione e l’ammodernamento dei fabbricati rurali esistenti, utilizzati per allevamenti zootecnici (bovino e ovi-caprino) per adeguarli alle norme di carattere igienico-sanitario, qualora non comprese tra i requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali di cui all’allegato B) alla misura 4.3 del Complemento di Programmazione della Puglia 2000-2006, e alle norme sulla sicurezza, nonché finalizzate al miglioramento qualitativo delle produzioni: stalle, locali per la mungitura e la conservazione del latte, concimaie, fosse biologiche, fienili, cisterne per uso zootecnico e relativi impianti tecnologici, spese per la ricerca idrica e emumgimento di acqua da destinare all’allevamento del bestiame previa acquisizione delle autorizzazioni da parte degli uffici competenti.
2. Spese per l’acquisto di macchinari ed attrezzature necessari allo svolgimento dell’attività zootecnica, compreso attrezzature informatiche per l’alimentazione computerizzata.
Il tutto deve essere dimensionato alla produzione zootecnica aziendale e, nel caso di produzioni zootecniche per le quali è previsto un regime comunitario di quote, nei limiti dei quantitativi individuali di riferimento assegnati.
Sono escluse le spese per la costruzione di locali per abitazione, per ufficio e relativi arredi.
Per tutte le tipologie di investimenti nelle quali è consentita la realizzazione di nuovi impianti di irrigazione, le spese a questi relative potranno comprendere, qualora l’azienda non sia servita da impianto collettivo (pubblico o privato) e ricada in zona a emungimento consentito come da vigente normativa regionale, anche la ricerca idrica, l’impianto di sollevamento dell’acqua ed opere accessorie e collegate. Tale tipologia di spese sarà consentita previa autorizzazione rilasciata dagli Uffici competenti.
La disponibilità dell’utilizzo di acqua emunta da impianto collettivo (pubblico o privato) deve essere certificata dall’Ente o Organismo preposto. Il volume di acqua emungibile da pozzi privati singoli e autorizzati deve essere contenuto nei limiti assegnati dal competente Ufficio del Genio Civile e l’ordinamento produttivo deve essere dimensionato in relazione al volume assegnato.

Per tutte le tipologie di investimento sono ammissibili a finanziamento:
1. le spese per l’acquisto di attrezzature informatiche da utilizzare esclusivamente per la gestione dell’attività produttiva, a questa opportunamente funzionali e dimensionate;
2. spese generali nella misura massima del 12% delle spese ammissibili per investimenti materiali (ad esclusione delle spese immateriali). Tali spese comprendono: onorari per prestazioni professionali (progettazione, direzione dei lavori, redazione elaborati tecnici di progetto, etc.); spese per consulenze legali e per consulenze tecniche e finanziarie; spese notarili; spese per fideiussioni sia bancarie sia assicurative. Tutte le spese predette sono finanziabili solamente quando sono direttamente legate al progetto e sono necessarie per la sua corretta preparazione ed esecuzione.

.........Termine iniziale di ammissibilità delle spese


.........Termine ultimo di assunzione degli impegni


III. 8. Relazioni e integrazioni con altre misure

La presente misura è in stretta integrazione con la misura 4.4 ove è prevista la concessione di un premio per favorire l’insediamento di giovani agricoltori, ove è previsto che questi presentino un piano di miglioramento aziendale e che lo stesso sia valutato positivamente ai fini della finanziabilità. Integrazione similare si verifica con la misura 4.8 “Commercializzazione di prodotti agricoli di qualità” per quanto attiene ai PIA.

Note



-SEZIONE IV: QUADRO FINANZIARIO

COSTO TOTALE previsto dal POR PugliaMeuro 256,573
IV. 1. Finanziamento pubblicoMeuro 256,573
IV. 2. Ripartizione del finanziamento pubblico

Fondo FEOGA70,86 %181,820 Meuro
Stato-Regione29,14 %74,753 Meuro
Altri soggetti pubblici0 % Meuro
Quota privati / finanziamento pubblico0 % Meuro
Piano di finanziamento annuo