
I. 6. Descrizione dell'intervento | 
La misura sostiene la creazione, il potenziamento e il miglioramento della qualità dei servizi culturali pubblici su patrimonio pubblico per favorire la conoscenza, l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale regionale di proprietà pubblica.
Le azioni della misura dovranno essere attuate in linea di massima attraverso progetti integrati con riferimento a specifiche aree territoriali o a reti tematiche ovvero attraverso progetti strategici. La descrizione delle finalità e dell’articolazione dei progetti integrati è riportata nel capitolo 1.
Sono strumenti della progettazione integrata, per come formati e concepiti, i Progetti Specifici che costituiscono i progetti di prima attuazione della misura (unitamente ai progetti cosiddetti coerenti o di prima fase) e concorrono alla formazione del PIS Beni Culturali e dell’APQ Beni Culturali nella logica della programmazione unica di livello regionale e nazionale.
Sia i Progetti Specifici identificati con la Delibera di Giunta Regionale n. 857 del 24.09.2002 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria del 18 novembre 2002 a seguito di procedure di evidenza pubblica sia l’Accordo di Programma Quadro Beni ed Attività Culturali per il territorio della Regione Calabria stipulato il 22.12.2003, sia il Progetto Integrato Strategico Beni Culturali, recepito, anche finanziariamente in quota parte, nello stesso Accordo di Programma Quadro, rappresentano, in sequenza aggregativa di formazione e di contenuti, il piano attuativo della misura che concepito come “unicum” di programmazione si accresce, si sviluppa e si completa nel passaggio da uno strumento all’altro. Concorrono all’attuazione della misura altri PIS di iniziativa regionale e la Progettazione Integrata Territoriale (PIT).
La struttura metodologica che sostiene gli interventi nell’Asse II viene riportata nelle linee programmatiche inserite all’interno dell’APQ Beni Culturali che compongono l’”ossatura”e il quadro di unione di tutti gli interventi, suddivisi per fasi.
Nell’ambito dello stesso APQ viene individuata una prima ipotesi di lavoro per la definizione, con un successivo specifico studio di fattibilità, delle aree territoriali.
Attraverso un processo di concertazione fra tutti i soggetti aventi competenza in materia di Beni Culturali, sono state definite, inoltre, le seguenti aree tematiche prioritarie che acquistano valore di reti:
- Aree e parchi archeologici a partire dall’area della Magna Grecia;
- Itinerari dei castelli e delle fortezze;
- Sostegno e valorizzazione di un sistema di centri storici di eccellenza;
- Itinerari religiosi;
- Sistema museale;
- Sistema dell’archeologia industriale;
- Parchi tematici e minoranze etno-linguistiche;
- infrastrutture per attività culturali e di spettacolo.
Il principio della concentrazione delle risorse finanziarie su progetti chiave e’ garantito, nella fase di definizione dell’APQ stipulato, dalla identificazione dei quarantuno progetti ricadenti in otto linee strategiche di cui una dedicata a studi di fattibilità e progetti pilota.
Gli interventi previsti dalla misura saranno realizzati con l’obiettivo prioritario di sostenere ogni azione di valorizzazione anche attraverso l’Agenzia Regionale per la Cultura (istituita con Delibera di Giunta Regionale n. 683 del 27/09/2004) senza, comunque, per tutto quanto attiene funzionamento e gestione, gravare su fondi FESR. Il supporto dell’Agenzia Regionale per la Cultura non comporta modifiche nelle procedure amministrative, tecniche e finanziarie della Misura.
Azione 2.2.a -Servizi pubblici per l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale regionale
Linee di intervento
Prima linea di intervento - Servizi aggiuntivi per la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale.
I servizi aggiuntivi, che sono finalizzati a valorizzare il patrimonio culturale regionale di proprietà e gestione pubblica, saranno realizzati attraverso interventi che mirino a migliorare la qualità della gestione. La qualificazione avverrà stimolando le amministrazioni pubbliche a presentare progetti in grado di ampliare gli orari di apertura dei “siti culturali”, a prestare servizi professionali personalizzati per i visitatori, a fornire assistenza e accoglienza, ad organizzare eventi per promuovere attività collaterali presenti sul territorio, sensibilizzare alla pratica culturale le popolazioni, produrre materiali informativi e didattici, anche di natura pubblicitaria, per valorizzare l’immagine del sito e del bene culturale presenti sul territorio. I servizi riguardano in particolare:
- il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;
- i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;
- i servizi aggiuntivi per la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;
- i servizi aggiuntivi per la gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;
- i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;
- i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;
- l’organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di iniziative promozionali.
Con l’erogazione dei servizi aggiuntivi sopradescritti, le amministrazioni pubbliche promuoveranno e sosterranno lo sviluppo dell’imprenditorialità profit e no profit legata alla filiera del turismo culturale.
Seconda linea di intervento - Servizi per l’accesso al patrimonio delle biblioteche e degli archivi regionali.
Attraverso tale linea di intervento si realizza il Sistema Bibliotecario Regionale. I servizi per l’accesso e la fruizione del patrimonio regionale delle biblioteche e degli archivi saranno realizzati attraverso progetti in grado di estendere il Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN) su tutto il territorio regionale, attraverso l’individuazione di dodici distretti e la creazione, in ogni distretto, di una mediateca, coerente con il programma ‘Mediateca 2000’, che fungerà da nodo di un sottosistema che andrà a caratterizzarsi sulla base di peculiarità territoriali.
Terza linea di intervento - Sistemi multimediali per la valorizzazione del patrimonio culturale regionale.
Gli interventi riguardano in modo particolare la rete museale regionale attraverso lo sviluppo di sistemi multimediali interattivi e portali telematici accessibili sulla rete internet per la valorizzazione del patrimonio culturale, con riferimento tanto alle utenze remote che alla fruizione diretta in musei, siti, biblioteche, archivi e teatri.
Azione 2.2.b-- Promozione e realizzazione di iniziative culturali innovative che valorizzano il patrimonio culturale e le identità locali.
Linee di intervento
Prima linea di intervento - Promozione e realizzazione di eventi culturali innovativi.
L’azione sostiene la realizzazione di iniziative di valenza e visibilità nazionale, promosse o direttamente dalla Amministrazione regionale o da altri soggetti pubblici nonché da partenariati di soggetti pubblici e privati locali, che, valorizzando il patrimonio culturale regionale e le identità locali, riescano ad attrarre flussi significativi di turismo culturale. Le iniziative potranno essere finalizzate, ad esempio, alla valorizzazione del patrimonio culturale costituito da:
- eventi di rilevante e riconosciuta valenza antropologica e culturale;
- minoranze etnico-linguistiche (ad esempio albanesi, grecaniche, occitani e rom) che hanno conservato nel tempo tratti importanti delle culture di provenienza (lingua, arte, religione, tradizioni, etc.);
- attività artigianali di antica tradizione legate alla produzione di liuteristica (strumenti “colti” come la chitarra classica o barocca/battente e strumenti “tradizionali” come la lira e la zampogna), alla produzione di oggetti della cultura contadina e pastorale (rilevante in Calabria è la tradizione ceramista con importanti esempi a Squillace e Seminara), alla lavorazione tradizionale delle fibre (ginestra, seta, lino, lana, etc.), alle varianti locali di trasformazione e conservazione dei cibi, alle conoscenze arcaiche relative a specie “domestiche” animali e vegetali;
- parti rilevanti di patrimonio culturale regionale proveniente dalla tradizione orale. La tradizione orale è una risorsa immateriale ma costituisce storicamente il know-how per la perpetuazione di alcuni mestieri artigiani e di alcune storiche arti popolari.
Seconda linea di intervento - Promozione e creazione di network culturali.
L’azione sostiene la realizzazione di progetti integrati innovativi promossi da reti di operatori pubblici e privati operanti su scala regionale o locale finalizzati alla valorizzazione integrata del patrimonio culturale (materiale o immateriale) per specifici temi o ambiti territoriali. I progetti devono integrare al loro interno attività di studio, ricerca, informazione, formazione, promozione e sperimentazione con particolare attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni.
Saranno considerati solo i progetti che rispondono ad interessi collettivi e che creano le condizioni per lo sviluppo successivo di iniziative imprenditoriali collegate alla filiera del patrimonio culturale e per il funzionamento autonomo del network alla fine del progetto. |